MA QUALE VINO?

 

 

 

 

Qualcuno, fonte autorevolissima, ha sostenuto in un'intervista rilasciata durante il "Vinitaly" che il vino del contadino "fa schifo". Può darsi. Anzi è frequente imbattersi in vini non eccelsi tra quelli fatti in casa o in "Garage".  E' certo, comprare il vino dalle Aziende affermate, cantine, piccole , medie o grandi che siano, strutturate, dotate di laboratori di analisi di enologi...e di tanta chimica è facile; soprattutto ci tranquillizza. Quello sicuramente è un vino fine. 

Certo poi lo si valuta e lo si declina in funzione di tanti e complessi aspetti. E' però un giocare facile. Come tifare per la squadra che vince sempre. 

Ci tranquillizza e ci rassicura, siamo contenti tanto non può che andare bene. Ma per bere il vino, quello vero, occorre avere tanto, ma tanto coraggio. Il coraggio di capire di mettersi in discussione di imparare ad apprezzare di valutare e di bere senza pregiudizi.

"Se volete trovarvi bene in Italia - spiego ad amici e stranieri -dovete scoprirla per conto vostro, affidandovi alla vostra fortuna o al vostro istinto, perchè una grande legge in Italia è proprio questa: che, da noi, tutto ciò che ha un titolo, un nome, una pubblicità, vale in ogni caso meno di tutto ciò che è ignoto, nascosto, individuale. Le bottiglie di vino con etichetta sono quasi sempre cattive; quelle senza etichetta il vino sciolto quasi sempre buoni. Lo so che in Inghilterra alcuni ottimi Whisky sono proprio quelli delle marche più note. E cosi in Francia certi Bordeaux e Bourgogne. Ma, in Francia e in Inghilterra, da secoli e non solo per vini e liquori, esiste un ponte tra società ed individuo, una civiltà organizzata, una gerarchia del costume. La nostra civiltà non è inferiore ma diversa. E' una civiltà anarchica, scontrosa e ribelle. Da noi l'uomo di valore, come il vino prelibato, schiva ogni pubblicità: vuole essere scoperto e conosciuto in solitudine, o nelle religiosa compagnia di pochi amici " Mario Soldati VINO AL VINO 

 

 

 

Dei remi facemmo ali al folle volo

"O fratelli, dissi, che avete raggiunto l’estremità occidentale, del mondo conosciuto, in mezzo a centomila pericoli, in questo poco tempo di vita sensibile, che ancora ci rimane non vogliate negare la conoscenza (esperienza), seguendo la direzione del sole cioè andando verso occidente, della parte del mondo disabitato (mondo sanza gente – secondo la cosmologia dantesca, l’emisfero sud del mondo era disabitato perché completamente ricoperto dall’oceano). Riflettete sulla vostra origine (semenza): non siete stati creati per vivere come delle bestie (come bruti – come animali privi della ragione), ma per conseguire virtù morale ed estendere il vostro sapere” (antitesi – Ulisse contrappone il modo di vivere materiale e vegetativo degli animali a quello razionale e nobile dell’uomo). Con questo breve discorso (orazion picciola) resi i miei compagni così desiderosi (sì aguti) di mettersi in viaggio (al cammino), che a stento (a pena) dopo (poscia) sarei riuscito a fermarli; e rivolta verso Oriente (nel mattino) la poppa della nostra nave (e quindi la prua verso occidente), trasformammo i remi in ali (metafora) per quella folle impresa, folle volo – Dante la reputa folle perché ritiene le colonne di Ercole simbolo del limite invalicabile imposto da Dio alla conoscenza umana e cercare di superarle..."

 

 

 

G.C. Genuino Clandestino

Spiegare cosa sia Genuino Clandestino non è cosa semplice. Soprattutto perchè è una visione di altri che io condivido e faccio mia (cfr Rivista A n. 427 articolo a firma Elide Cillano).

Luigi Veronelli , per esempio, aveva immaginato le De.Co Denominazioni Comunali, assunzioni individuali di responsabilità...la certezza della particolarità che poi è la vera eccellenza. Abbiamo bisogno di leggere DOC, DOCG,  DOP per capire la qualità di un vino o di un alimento?

La rivalutazione dei cibi e dei vini contadini resi fuorilegge da una serie di norme "a tutela" del consumatore finale (o della GDO?).

Non vogliamo un Disciplinare di Produzione ma solo un lembo di terra con i suoi confini.